Delle lacune strutturali della rosa del Pescara costruita in estate non avevamo dubbi, nonostante la prima parte di stagione, con gli ottimi risultati ottenuti, avevano fatto credere il contrario. E' giusto anche riconoscere i meriti di Silvio Baldini, capace di dare un’identità forte a un gruppo sulla carta non certo costruito per stare stabilmente nei piani alti della classifica.

Ma oggi la realtà racconta tutt’altro. Il girone di ritorno è diventato una lunga salita disseminata di inciampi: appena 18 punti raccolti in 15 gare, un rendimento che ha fatto crollare la squadra nella griglia dei play-off. Basti pensare che il Pineto, con 31 punti nello stesso arco temporale, sarebbe secondo solo alla capolista Entella. Un dato che pesa e che non può essere ignorato.

La brillantezza, l’aggressività, l’entusiasmo dei primi mesi sembrano svaniti, lasciando spazio a una squadra spenta, fragile, prevedibile. I problemi sono sotto gli occhi di tutti: rosa corta, alternative limitate, giocatori chiave in evidente calo fisico e mentale. Una spirale negativa che ha messo in discussione certezze che parevano consolidate.

È arrivato il momento delle scelte. Perché, se è vero che la stagione resta ancora aperta e tutta da scrivere, è altrettanto vero che senza un cambio di passo immediato, il rischio è quello di sciupare tutto il buono costruito nella prima parte dell’anno.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 05 aprile 2025 alle 17:00
Autore: Redazione TuttoPescaraCalcio / Twitter: @tuttopescara1
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